lunedì 17 giugno 2013

L'innocenza del bianco

Il giardino delle rose.
Non lo avevo mai ancora visto fiorito.
E' uno spettacolo. A patto di adorare due "f", ovvero fiori e Firenze (stavate già pensando male, eh?).
E' un piccolo angolo di paradiso, con i suoi posticini segreti.
Così, approfittando di una delle poche giornate di sole qualche tempo fa ci ho fatto un salto, macchina fotografica appresso.
Era pieno di gente. Sdraiata sul prato, a chiacchierare sulle panchine. Chi legge, chi disegna, chi, semplicemente, si gode l'aria fresca e il tepore del sole.
Chi, come me, fa foto.
Prima trance, tutto in bianco.


Adoro.
La mia preferita della serie, senza dubbio. I fiori sono stupendi, merito della natura,  colpiscono l'occhio perché a fuoco pieno solo loro, ben illuminati. E mi piace la composizione, il decentramento del soggetto. Non so cosa stessi pensando quando ho scattato, difficilmente ricordo il momento dello scatto, ma a quanto pare ha funzionato. Quantomeno per me!!!

Non è vero che è tutto in bianco. Qui c'è un po' di rosina, tenue tenue.
Forse sono tutte foto molto banali e basta e l'unica cosa che le salva è l'intrinseca bellezza dei soggetti, ma anche in questo caso mi piace la luce, come essa attraversa i petali. 

Trovo questa foto un po' buffa.
Le due rose sembrano due soggetti, uno che guarda in una direzione, l'altro in un'altra.
Uno guarda vicino le foglie che gli stanno davanti; l'altro si protende verso l'orizzonte, scrutando la vita non sua della casa di fronte.


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