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venerdì 21 giugno 2013

Solstizio d'estate

Potrei studiare.
Potrei leggere.
Potrei dormire.
Potrei cucinare.
Potrei vedere un film.
Potrei uscire.
Potrei andare a comprare la cera con il buono che mi hanno dato a Marionnaud.
Ma non ho voglia nè di studiare, nè di leggere, nè di dormire. Cucinare è un'idea, magari tra un po'...Vedere un film implica stare in salotto, più caldo della camera, uscire adesso significa bollire.
Quindi parlerò un po' a vanvera sul blog.
Oggi è il 21 giugno.
Ovvero il solstizio d'estate. Il mio libro di Scienze del Cielo e della Terra della terza liceo definisce Solstizio l'istante in cui il Sole vero, nel suo moto lungo l'eclittica, raggiunge la massima o la minima declinazione. Nel caso del solstizio d'estate si tratta della massima declinazione. La declinazione del Sole altro non è che la distanza angolare del centro del Sole dal piano equatoriale, positiva se il Sole si trova nell'emisfero nord, negativa nel caso contrario. Pare che in terza liceo sapessi per bene questa roba e mi piacesse anche tanto. Ma tanto, eh! Eppure mi ricordo una cippa. Che rabbia. Comunque nel solstizio d'estate il semiasse nord della Terra è rivolto verso il Sole e forma coi raggi solari un angolo di 66° 33', l'angolo minimo durante l'anno. In questa posizione il Sole ha una declinazione di 23° 27' e i suoi raggi sono allo zenit a mezzogiorno alla latitudine di 23°27' N, sul parallelo detto Tropico del Cancro. Il dì ha la massima durata nell'emisfero nord ed entro il Circolo Polare Artico il Sole resta sopra l'orizzonte per tutto il giorno.
Nel caso qualcuno se lo stesse domandando ovviamente.
Ma astronomia a parte son quelle cose che affascinano. E quest'anno abbiamo anche quasi la luna piena (per esattezza sarà il 23 giugno). E sarà pure gigante, causa il raggiungimento del perigeo (perì : vicino, geo: terra; questo il massimo di greco che mi è rimasto). Insomma, figo. Adoro queste cose. Anche se insomma, la Luna è sempre lì, è sempre romantica e affascinante. Ci ho fatto caso l'altro giorno. Era di uno splendido colore dorato, il sole non era ancora tramontato, e lei se ne stava lì, come un'enorme fetta di formaggio. Era mozzafiato, valeva la pena soffermarcisi un po'. Oppure qualche tempofa. C'era luna piena, ero in centro, stava tramontando. Ero in piazza della Repubblica. E la luna si stagliava nel cielo limpido, incorniciata tra le case di via del Corso. Purtroppo non avevo nessun tipo di macchina fotografica per provare a catturare la magia di quell'istante. Poco male, me lo sono goduta e quell'immagine si è fissata ben bene nella mia mente. Sapessi disegnare...eh! 
Insomma, che l'inizio di questa estate sia meraviglioso e che lo siano anche i mesi a seguire!

lunedì 17 giugno 2013

L'innocenza del bianco

Il giardino delle rose.
Non lo avevo mai ancora visto fiorito.
E' uno spettacolo. A patto di adorare due "f", ovvero fiori e Firenze (stavate già pensando male, eh?).
E' un piccolo angolo di paradiso, con i suoi posticini segreti.
Così, approfittando di una delle poche giornate di sole qualche tempo fa ci ho fatto un salto, macchina fotografica appresso.
Era pieno di gente. Sdraiata sul prato, a chiacchierare sulle panchine. Chi legge, chi disegna, chi, semplicemente, si gode l'aria fresca e il tepore del sole.
Chi, come me, fa foto.
Prima trance, tutto in bianco.


Adoro.
La mia preferita della serie, senza dubbio. I fiori sono stupendi, merito della natura,  colpiscono l'occhio perché a fuoco pieno solo loro, ben illuminati. E mi piace la composizione, il decentramento del soggetto. Non so cosa stessi pensando quando ho scattato, difficilmente ricordo il momento dello scatto, ma a quanto pare ha funzionato. Quantomeno per me!!!

Non è vero che è tutto in bianco. Qui c'è un po' di rosina, tenue tenue.
Forse sono tutte foto molto banali e basta e l'unica cosa che le salva è l'intrinseca bellezza dei soggetti, ma anche in questo caso mi piace la luce, come essa attraversa i petali. 

Trovo questa foto un po' buffa.
Le due rose sembrano due soggetti, uno che guarda in una direzione, l'altro in un'altra.
Uno guarda vicino le foglie che gli stanno davanti; l'altro si protende verso l'orizzonte, scrutando la vita non sua della casa di fronte.


domenica 2 giugno 2013

Sunny day

Ultimamente dormo poco. Due, forse tre ore a notte da qualche giorno a questa parte. E adesso non ho sonno. Bah, sono strana.
Comunque.
Ieri e oggi c'è stato il sole! Il SOLE, mica quello timido, che ti scaldo ma forse no, no, quello vero, caldo, che illumina tutto e tutti. Certo, proprio nel finesettimana eh...lo so, la maggiorparte della gente ne è stata sicuramente felice. Ed è proprio questo il punto: luoghi stupendi che si riempiono di persone.
Non sono così antisociale, è solo che mi piace godermi i miei posticini. Che so, senza vecchini che un c'è verso di superarli da quanto vanno piano stando ni mezzo, senza bambini che rischiano di asfaltarti mentre corrono - poverini loro, mesi che non giocano all'aperto, capiamoli - senza tutti questi cani che corrono a destra e a manca.
Comunque due splendide giornate. In quanto a tempo perlomeno.
In realtà due belle giornate e basta, giusto un po' d'ombre al pranzo di oggi, ma ormai ai pranzi di famiglia è routine.
Ieri sera sagra del cinghiale a Rignano e cavoli se è buono! Le penne e l'umido hanno vinto a mio parere, ma anche tagliatelle e brace hanno preteso spazio nel pancino (che alla fine scoppiava. ma potevo dire di no a panna e fragole? Decisamente no. Erano settimane che le volevo!).
E poi orrorifica partita a pingeponge, perché io so giocare (ahahaha!).
E altri due libri che non so dove metterò perché decisamente non c'è più spazio in camera, ma erano in offerta e li volevo entrambi da un po'...
E poi una pentax, tre obiettivi, un flash e un cavalletto.
Da orgasmo.
Avrei anche un paio di cose da dire sull'orgasmo, ma forse non rientrerebbe nel buon costume e dato che ultimamente sto dietro a regolamenti e bandi che sottolineano quanto esso sia importante lascerò perdere.
Questo mi ricorda che ho qualcosa da fare.
Oltre a studiare.
Oltre a comprare rullini. (Hanno chiuso la FNAC!)
Oltre a leggere libri.
Oltre a controllare i film che sono al cinema, compulsivamente (lo so che rimangono gli stessi da un'ora all'altra. Ma controllo lo stesso.)
Oltre a sperare che il meteo si sbagli, che domani ci sia il sole come oggi.


martedì 16 aprile 2013

Cavalli in riva al mare, il motore si accende

E poi il sole è arrivato.
E' arrivato e ha anche un nome nuovo.
E' arrivato e non mi butto più giù, perché lui, il sole, c'è.
E il mondo assume altre tonalità, il vento sospira felice quel desiderio esaudito di luce.
I fiori sbocciano.
Iris, tromboncini, tulipani ovunque.
E anche le prime rose.
Oggi ho provato a fotografarle per poi rendermi conto che la pellicola non era avanzata. E quando sono tornata indietro le pile di sono scaricate e quindi amen, sarà per la prossima. Poco importa, considerando che venerdì la povera Cosina era rimasta incidentata e ora invece funziona! e il simpatico vecchietto dell'ottica dove sviluppo mi ha fatto il lavoro senza nemmeno voler essere pagato.
E' nato come un rullino sfortunato questo, sarà anche pieno di infiltrazioni di luce perché il retro della reflex si chiude male e non avevo lo scotch per fermarlo. Poco male. Sarà una sorpresa e magari nemmeno così negativa.
POI.
Ieri.
Il mare.
Il sole.
Il vento.
E ero felice. Felice del suono dell'acqua fredda che si infrange lenta sulla riva, felice della sabbia calda sotto i piedi, felice di essere baciata dal sole.
Ovviamente mi sono scottata. Eh, a non mettersi la crema...poco male, non sembra grave e ho la crema all'aloe, che adoro perché lenitiva, fresca e non appiccicosa.
Odio le creme appiccicose. A quel punto meglio un olio puro, come quello di mandorle dolci e di argan.
Quello stesso olio di mandorle di cui mia mamma si spalmava ogni estate in Calabria per poi spalmare ben bene anche me.
L'argan l'ho scoperto da grande, e lo uso come struccante e al posto delle salviettine struccanti post depilazione.
Ma le creme...no, non fanno per me.
Nel tragitto di ritorno incontri in treno persone che ti regalano qualcosa, anche solo un sorriso.
Sulla spiaggia un ragazzo di lascia un braccialetto.
E qual è il modo migliore di cominciare la stagione calda mangiando una mela, prendendo il sole, pranzando con uno yogurt e con un braccialetto di quelli basic, ma che fanno tanto estate?
Non c'è.
E dopo lo yogurt pure un'altra mela, regalataci dalla commessa.
Sono gioie piccole, ma vere.
Come gli aquiloni che si libravano leggeri nell'aria.
Come i cavalli in riva al mare.