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domenica 24 novembre 2013

Firenze Invisibile # 2

La citta e i suoi segni

"Lo sguardo percorre le vie come pagine scritte: la città dice tutto quello che devi pensare, ti fa ripetere il suo discorso, e mentre credi di visitare Tamara non fai che registrare i nomi con cui essa definisce se stessa e tutte le sue parti. Come veramente sia la città sotto questo fitto involucro di segni, cosa contenga o nasconda, l'uomo esce da Tamara senza averlo saputo."

Questo tema è stato difficile. Avrei voluto qualcosa che facesse intuire il cambiamento che Firenze sta subendo in questi ultimi anni - che, per me, è raffgurato da Piazza della Repubblica - però la foto che avevo fato al Gambrinus ormai Hard Rock non mi convinceva. Il senso che avrei voluto dare con quella foto era sottolineare il fatto che si sta operando un cambiamento verso un tipo di città americanizzata, cosa che, per conformazione propria di Firenze, non avrà mai luogo, con mia somma gioia. Poi c'era il solito giglio, ma l'ho trovato solo sui cassonetti. E poteva avere comunque il suo bel senso, della serie ma guarda un po' dove è finito il simbolo regio di questa città. Alla fine ho fatto un riferimento molto chiaro all'attuale, ovvero ai mondiali di ciclismo. Se sei un turista e vieni a Firenze nel 2013 la cosa che noterai di più è che ci sono stati i mondiali di ciclismo, e lo scoprirai sopratutto nei negozi di suvenir.

Magliette Firenze + Mondiali di Ciclismo in un negozio in centro

sabato 23 novembre 2013

Firenze Invisibile

Firenze Invisibile è una fotomaratona, promossa dal collettivo di Architettura ARK di Firenze, a cui ho partecipato settimana scorsa. E' stato molto carino! L'idea base di una fotomaratona è di dare dei temi che vanno svolti sotto forma di fotografie nell'arco di una giornata. In questo caso le foto andavano scattate in progressione temporale e solo a Firenze e si avevano a disposizione 10 ore per 10 temi e, nel caso dell'analogico, due pellicole da 24 pose. Sono stati ripresi 10 brani dalle Città Invisibili di Calvino e per ognuno di questi estratti doveva essere fatta una foto, applicando ciò che Calvino scrive su città dai nomi fantasiosi alla più concreta Firenze. E' stato molto divertente e anche impegnativo e anche se non sono soddisfatta di tutti gli scatti e di tutte le idee avute sono comunque contenta di essermi messa alla prova! Inoltre il concorso era davvero strutturato bene: una guida graficamente carina e completa di tutte le informazioni necessarie e temi che davano una certa libertà di interpretazione personale, cosa che ho apprezzato molto.
Alzarsi dal letto proprio quella mattina non è stato facile, però sono contenta di averlo fatto. 

PRIMA CITAZIONE e PRIMA FOTO

La città e la memoria

" Non di questo è fatta la città, ma di relazioni tra le misure del suo spazio e gli avvenimenti del suo passato... ...Di quest'onda che rifluisce dai ricordi la città si imbeve come una spugna e si dilata. Una descrizione di Zaira quale è oggi dovrebbe contenere tutto il passato di Zaira. Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee d'una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole."

Mi piace questo scatto. Non so quanto sia a tema dato che non ho la più pallida idea di quando siano stati messi questi lampioni. Però proprio mi piace - ho una certa fissa per lampioni e simili - quindi alla fine ho scelto lei. Non era l'unica candidata per questo tema: tra le varie ne avevo fatta una a un uomo travestito da Dante, simbolo di come il passato si intrecci ancora al presente, e una a Ponte Vecchio, sfocato e in lontananza, con in primo piano una bella pianta rampicante rossa. Ma nessuna di queste foto mi ha dato emozioni una volta viste, dopo lo sviluppo. E' stato buffo, dato che davo per scontato che avrei scelto una di quelle due e non questa!

mercoledì 13 novembre 2013

3:2

Ultimamente ho lasciato un po' da parte la fotografia.
Sempre di corsa, mi sembra di non avere il tempo.
Qualche foto vista e non scattata mi è rimassa impressa in mente, ma comunque sento troppo l'ansia del tempo che scorre, delle lezioni che si sovrappongono, delle cose da fare nel quotidiano. E quindi la Cosina e la Pentax restano a casa, in una ancora un rullino a metà.
Però quest'estate un po' di cose le ho fatte. E ho qualche progetto in cantiere per riprendere in mano una passione che non voglio abbandonare, ma che anzi voglio conciliare col quotidiano. Non mi importa fotografare eventi importanti e lontani, voglio una testimonianza della vita reale, quella di tutti i giorni.
E continuo a seguire alcuni blog che amo molto, che mi emozionano.
E proprio tramite uno di questi, se non ricordo male, sono venuta a conoscenza del progetto Tre Mezzi. Un progetto fatto di parole e di fotografie, ma sopratutto di ispirazione e di emozione.
Storie narrate con immagini e con frasi e apertura sia al digitale che all'analogico. Non potevo che essere incuriosita da un progetto del genere!
Quindi quando ho letto del progetto Salva l'acqua ho pensato che di foto all'acqua ne ho fatte tante e che alcune mi piacevano anche parecchio! Così ne ho condivise alcune sul gruppo Flickr del progetto e oggi sopresa! vedo una delle mie foto pubblicata sulla rivista. E' stata una gioia immensa scoprire di aver raggiunto qualcuno. Non pretendo di essere una grande fotografa, nè una grande scrittice. Non ho studiato nè studio per questo e non credo di avere quel quid che fa davvero la differenza. Ma se anche una sola cosa di quelle che faccio raggiunge una sola persona e la emoziona, le trasmette qualcosa, sento che quello che faccio ha un senso ancor maggiore di quello che gli riesco a dare io. Perché oltre a emozionarmi emoziono. E cosa è la vita, senza emozioni?


Ecco il link diretto alla rivista. Sperando che anche altri possano emozionarsi come a volte capita a me.


Questa è la foto che è stata scelta. E' il Lago di Como visto da Lecco. 

lunedì 4 novembre 2013

Dal passato al presente




 L'agriturismo dove sono stata questo autunno è stato fonte di duplice ispirazione: non solo i paesaggi collinari della verde Toscana, ma anche la collezione di attrezzi tipici del vecchio agricoltore...messi lì, nei prati, sembravano proprio in attesa di essere fotografati!






domenica 3 novembre 2013

Prospettive differenti

La fotografia analogica mi affascina per quell'effetto retrò che porta con sè, per quei colori un po' slavati, per la possibilità di intervenire sulla percezione della realtà attraverso la realtà stessa (dopotutto i chimici sempre materia sono...).
Nelle foto che seguono ho finalmente provato a usare una pellicola diapositiva e a svilupparla come se fosse una negativa a colori...e devo dire che adoro i risultati!
Colori carichi, prevalenza di verdi, azzurri e in alcuni casi di rossi.
L'ambientazione poi era perfetta.
Un bellissimo agriturismo in Toscana, a due passi (in macchina però) dal mare.
Andarci a Settembre è stato il top: poca gente e tempo favoloso ma non caldo (la sera anzi, un freddo!), insomma il vero relax.





domenica 23 giugno 2013

Roma

Qualche tempo fa sono andata un finesettimana a Roma con degli amici.
Inizio con i gabbiani. La città ne era piena - sembravano i padroni - ed erano enormi! Mi ricordo ancora di uno ai Fori, in una zona dove solitamente ci sono gatti. Non c'era l'ombra di un micio e questo gabbiano sembrava una sentinella che controllava la zona. Quello delle foto è un altro, non ricordo se a castel Sant'Angelo o altrove.

A occhi chiusi...
E a occhi aperti! Rossi...come il sangue O.o



venerdì 21 giugno 2013

120 RedScale

Questo rullino l'ho scattato circa sei mesi fa. E sono riuscita a vedere i risultati solo ora. Nulla di che in realtà. Mi aspettavo qualcosa di molto più  magico dal mondo della sperimentazione analogica, ma probabilmente ci vuole una certa dimestichezza (e un cavalletto) per avere risultati decenti. All'epoca non avevo alcuna esperienza e di certo non giravo col cavalletto - di fatto non lo faccio nemmeno ora.
Ma veniamo alle foto.
Location: Villa Bardini. Uno dei più bei giardini di Firenze, ingresso gratuito per residenti, ridotto per studenti, se siete solo turisti amen, cazzi vostri.
Ah, non so come siano in realtà le foto. Cercavo le tonalità azzurroverdi più che quelle rossicce e quindi ho usato sempre tempi molto lunghi (e infatti alcune sono tremendamente mosse, cosa che, messo anche il fisheye, rende qualcuno di questi scatti un po' nauseanti). Insomma le ho fatte stampare e non me le hanno stampate tutte e quelle che mi hanno stampato hanno tutte tonalità rossastre tranne una. Scannerizzando da me i negativi invece vengono tutte su toni azzurrini. Bah. Metto entrambe le versioni.

Questa non si sa perché in laboratorio non me l'hanno stampata. Peccato, mi piace un sacco! e purtroppo con lo scanner perdo dettagli nel 120 =(  











giovedì 20 giugno 2013

Ninfee

Nell'ultimo rullino ho fatto ben due foto alle ninfee, in posti diversi.
Non me lo ricordavo.
Le ninfee sono fiori che mi hanno sempre colpita, così carini, dolci nella loro geometria.
Trovarli al giardino delle Rose è un conto, con tanto di ranocchio che non ha voluto farsi vedere ma in compenso ha fatto un baccano incredibile, trovarli nel laghetto sudicio sotto ai laboratori mi ha illuminato un paio di giornate. Entravo a laboratorio ed erano aperte, uscivo ed erano chiuse. Le foto non sono un granché ma ho deciso di pubblicarle lo stesso perché questi fiorellini mi hanno regalato più di un sorriso, e quindi se lo meritano.

Questa è quella del giardino delle Rose

Questo è invece il laghetto sotto al laboratorio. Di questa foto proprio non mi piace la composizione, avrei voluto un primo piano delle tre ninfee centrale, ma non avevo dietro il tele. Purtroppo girare con tutto il corredo è scomodo, sopratutto se poi hai da andare a laboratorio e dovresti lasciare tutto incustodito. Vabbe'..il risultato che avrei voluto è più o meno quello che ho ottenuto ritagliando la foto, ma con maggiore definizione.



 

mercoledì 19 giugno 2013

Rose

Seconda parte @ Giardino delle Rose. 
Questa volta in rosa.
E a furia di ripetere la parola "rosa" m'è tornato in mente un libro, "Rose da mangiare". Me lo ricordavo pure male, il titolo, pensavo fosse "Una rosa per Rose". 
E invece no. 
Però questa frase è scritta sul retro della copertina, quindi per averlo letto anni e anni fa non è andata male. 
E l'ho pure trovato subito nella libreria. All'epoca avevo rimesso a posto la stanza. Da cima a fondo. Organizzando la libreria per temi, quindi per autori (o per titoli, dovrei controllare). Con gli anni è tornato il casino, ma quei libri ormai letti sono rimasti dove li avevo messi, in ordine, se non fosse per quelli che ho via via aggiunto a casaccio, dove c'era posto.
Insomma, questo libro è un libro da tredicenni, capiamoci, non sto certo parlando di alta letteratura, scritti impegnati o analisi sociologiche. E' scritto a caratteri cubitali, nel caso tu abbia bisogno di fondi di bottiglia come occhiali. Io sono ipermetrope, ma vabbe', lo lessi lo stesso. Non ricordo se e quanto mi piacque e non lo rileggerò per renderlo noto (non perché penso di essere troppo in là con l'età per farlo, potrebbe essere divertente, ma è scritto davvero troppo grande. L'estetica ha il suo perché).
Ma ricordo la presenza di ricette al suo interno. Magari a quelle ci ridò un occhio.


Un bocciolo in fiore, al centro della foto, circondato da rose già sbocciate, da boccioli completamente chiusi.
Mi piace il contrasto tra il verde e il rosa, i colori brillanti.


Qui i colori sono invece molto più tenui, in parte perché effettivamente queste rose erano più tenui rispetto a quelle di sopra, quasi fucsia, in parte perché questa foto l'ho scattata dopo, in condizioni meteo diverse.


lunedì 17 giugno 2013

L'innocenza del bianco

Il giardino delle rose.
Non lo avevo mai ancora visto fiorito.
E' uno spettacolo. A patto di adorare due "f", ovvero fiori e Firenze (stavate già pensando male, eh?).
E' un piccolo angolo di paradiso, con i suoi posticini segreti.
Così, approfittando di una delle poche giornate di sole qualche tempo fa ci ho fatto un salto, macchina fotografica appresso.
Era pieno di gente. Sdraiata sul prato, a chiacchierare sulle panchine. Chi legge, chi disegna, chi, semplicemente, si gode l'aria fresca e il tepore del sole.
Chi, come me, fa foto.
Prima trance, tutto in bianco.


Adoro.
La mia preferita della serie, senza dubbio. I fiori sono stupendi, merito della natura,  colpiscono l'occhio perché a fuoco pieno solo loro, ben illuminati. E mi piace la composizione, il decentramento del soggetto. Non so cosa stessi pensando quando ho scattato, difficilmente ricordo il momento dello scatto, ma a quanto pare ha funzionato. Quantomeno per me!!!

Non è vero che è tutto in bianco. Qui c'è un po' di rosina, tenue tenue.
Forse sono tutte foto molto banali e basta e l'unica cosa che le salva è l'intrinseca bellezza dei soggetti, ma anche in questo caso mi piace la luce, come essa attraversa i petali. 

Trovo questa foto un po' buffa.
Le due rose sembrano due soggetti, uno che guarda in una direzione, l'altro in un'altra.
Uno guarda vicino le foglie che gli stanno davanti; l'altro si protende verso l'orizzonte, scrutando la vita non sua della casa di fronte.


domenica 16 giugno 2013

22 anni

Oggi è il mio compleanno.
22 anni, mica seghe.
Che poi a pensarci piglia un po' male.
Perché, a dirla tutta, negli ultimi anni non è che abbia compicciato chissà cosa. L'università va a rilento. Il resto più o meno bene, sono cambiata sotto tanti aspetti e ho scoperto cose importanti di me. Ma tant'è.
Non c'è poi molto da dire, sono sotto esame e quindi non ho particolarmente voglia di festeggiare. O meglio, c'avrei anche voglia, il problema è che il mio festeggiare quest'anno vorrebbe essere un picnic o una giornata al mare (o magari un picnic al mare) ma chi lo trova il tempo? Siamo tutti in sessione, quindi bona.
Comunque festeggiarsi è sempre (?) bene e dato che i regali li avevo praticamente già tutti ricevuti (e i dindini dalla famiglia, con cui ho preso lo scanner, e un paio di magliette e un magnifico foulard dalla mamma) ho pensato bene, dato che fa poco caldo, di comprare gli ingredienti per una torta semplice semplice ma tanto buona. Così da festeggiare e il mio compleanno e i 25 anni di lavoro di mamma.
L'unico problema è che di questa torta ho trovato la ricetta per una tortiera troppo grande per stare nel mio fornetto elettrico (quello della cucina è fuori uso da anni, ormai adibito a mobilio) e dato che non so se sono capace ad adattare le ricette ho lasciato intatte le varie quantità.
La prima volta che l'ho fatta s'è dorata all'esterno, cruda nella parte centrale.
La seconda volta pure.
La terza l'ho fatta con metà dose ed è venuta perfetta, niente increspature nel centro, però molto più bassa (il bello di questa torta è che viene altissima!).
Poi l'ho fatta al cioccolato per portarla ad una festa e ho scoperto che col cacao perde in morbidezza (da aggiungere un po' di burro forse?) anche se questa volta si era cotta decentemente (ma si era spaccata comunque nel centro).
L'ho rifatta a metà dose al cacao per una cena tra amici pensando di andare sul sicuro e invece no, si è spaccata anche questa volta, sebbene sia riuscita a cuocerla bene.
Questa volta ho deciso di andare sul dosaggio classico e di diminuire la temperatura del forno aumentando il tempo di cottura. Alla fine l'ho cotta per un'ora a una temperatura media di 140°. Ed è venuta perfetta, dorata in superficie e cotta bene dentro.

La ricetta l'ho presa da qui


Lascio anche una foto, a mio avviso un po' malinconica, recuperata tra quelle del rullino sfortunato e che, una volta ritoccata qua e là, ha un suo perché. L'unico neo è che non ricordo assolutamente dove l'ho scattata, forse all'orto botanico?


sabato 15 giugno 2013

Portait

Nel rullino scattato al giardino degli Iris c'erano anche un paio di ritratti.
Il soggetto è sempre la Bea, che si presta volentieri in quanto anche lei appassionata di fotografia.
Coltiviamo la nostra amicizia tra scatti, chiacchiere e scampagnate nei dintorni di Firenze.

Questa foto mi piace, purtroppo però le ho tagliato i piedi
(che errore da principiante! nemmeno i bambini...)
e sono sicura che ci fosse un modo migliore di sfruttare
la geometria che crea il filo di protezione dei fiori...
ma ancora non capisco quale.
Be', qui aiuta il soggetto.
Un bel sorriso, una pellicola in bianco e nero
e il gioco è fatto.

venerdì 14 giugno 2013

Fiori in B/W

Fiori in bianco e nero.
Lo avevo accennato qui.
L'aver sbagliato a selezionare gli iso non ha compromesso le foto (questo grazie alla pellicola, non a me).


Purtroppo non riesco a caricare parte delle foto perché le ho acquisite con una risoluzione tale (2400 dpi) che risultano troppo pesanti. L'unica che metto l'ho acquisita a 300 dpi e anche ce n'erano un paio davvero belle che volevo mettere mi fa troppa fatica riscannerizzare i negativi. Però se volete vedere le altre le trovate su Flickr

giovedì 13 giugno 2013

PACE

PACE.
Perché in una delle foto che seguono compare la bandiera della pace.
Perché questo rullino è stato un disastro, ma capita.
Perché "pace" è il significato del mio nome.
Comunque.
C'era una volta un rullino con tanti problemi.
Si è rotto e ha preso la luce molto probabilmente in fase di estrazione.
Oppure no, come è andata è andata, i risultati non sono stati un granché sia per difetti di tecnica - se così si può dire dato che non miro a imparare una vera e propria tecnica - sia perché parte di quelle immagini che si salvano per nitidezza be', non sanno proprio di niente.
Non ricordo nemmeno se il rullino era da 24 o 36, ma quello che salvo è ciò che segue

La mia micia, Virgola.
La foto è ritagliata, perché la parte
destra era tutta bruciata.
Nonostante questo rimane un
discreto profilo,
mi spiace però aver perso
il resto del corpo e
la bandiera della
PACE.

Fiorellini.
Probabilmente sarebbe definibile una brutta foto,
ma a me piace un sacco.
Ma tanto tanto tanto!
E infatti la metto in misura extra.
Certo, non si fosse sciupato anche il negativo..(quel giallo sulla sinistra è
un materiale appiccicoso che ci è finito sopra con cui il laboratorio aveva chiuso
la busta che conteneva i negativi..)

mercoledì 12 giugno 2013

Scanner

Il nuovo arrivato è lui, lo scanner Epson Perfection Photo V370. Alla fine ho rinunciato davvero al 500, che sebbene più figo si faceva pagare il doppio.
Dopo un primo momento di panico - su tutte le scansioni usciva un'orrenda linea blu che non era presente sul negativo - ho capito che probabilmente era un granello di polvere, ho pulito tutte le superfici e da-dan! scansioni effettuate!!
Sono tantotantotanto felice.
E quindi qualche foto




Iris
Accanto alla serratura automatica del cancello del garage sbocciano fiori.
E prendere la bici diventa una gioia!

A proposito di biciclette...questa non è mia, faceva parte di una mostra presente all'Ara Pacis nel giorno del Capodanno Romano (pure l'ingresso ridotto!)

Albero in fiore a Roma Capitale

sabato 8 giugno 2013

Attrezzatura

Dato che oggi non so che scrivere ma ho voglia di scrivere parlerò dell'attrezzatura che ho.
Questo perché sono in attesa dello sviluppo di un rullino, della stampa di un altro, che lo scanner che ho deciso di regalarmi per il compleanno sia di nuovo disponibile a mediaword. Forse è meglio così, probabilmente passerei le notti a scansionare e forse forse non sarebbe il massimo. O forse sì (maledetti loro che lo avevano finito! uffaaa!).
Comunque.
La mia avventura analogica comincia da piccola, con la macchina rossa della mamma, che ha il vetro del flash rotto a causa mia mi sa.
Poi ne ho finalmente una tutta mia. Credo di non averla nemmeno più in casa. Si ruppe e ne comprai un'altra, che ancora possiedo, ma che non si accende più.
Ho giocato con le polaroid. Mio babbo aveva quella seria e a me regalò la versione mini, stupendi piccoli fotogrammi che si impressionavano e sviluppavano subito.
Ma dato che ero un genio di bambina ci ho lasciato dentro le pile e addio piccola gioia verde (ebbene sì, la mia  polaroid è verde). Poco male, mi sa che ormai non troverei le pellicole. Quelle grandi invece credo si trovino, anche perché se non sbaglio l'impossible project è di questo anno...a meno che non abbiano cambiato il formato, ma non credo! Ma tanto non avendo la macchina non mi sono interessata...anche perché comunque le pellicole, se anche trovabili, costano davvero tanto. Le macchine no, nell'usato ho trovato anche roba a 20 euro. Ma non sono una collezionista, non voglio la vetrinetta piena, voglio oggetti vivi e da vivere. Quindi non me la sono comprata la polaroid.
Poi la digitale. Tardi eh, che avrò avuto 15 anni tutti. La vacanza studio in Inghilterra infatti  non l'ho immortalata molto. E così è nata un'amicizia che continua tuttora via web e con qualche gita per città italiane (Simo XD).
Poi anche quella digitale s'è rotta e l'anno scorso me ne sono regalata una nuova per Natale. Ero tanto tanto felice con i miei (suoi in realtà) 16 megapixel, ma insomma, tutta 'sta soddisfazione non c'era. I colori erano sempre gli stessi, e ok la postproduzione, ma non mi ha mai presa tanto...
Poi ho trovato la reflex. Una Cosina con l'obiettivo ammaccato (ma solo la parte in plastica, funziona perfettamente a patto di non volerci mettere filtri vari) che pensavo non facesse. Poi ho capito che sbagliavo io, la lasciavo su Lock e quindi non faceva, inoltre le pile per l'esposimetro erano belle che andate (ma nonostante il loro pernottamento nel giusto alloggio durato anni non hanno fatto danni, me felice!).
Inoltre la Diana, per quando non sai cosa vuoi e cerchi roba a caso come i light leaks. Che però diciamocelo, tanto carina (è azzurra!) però veramente tanto giocattolo. Non sembra nemmeno di fare foto. E infatti in sei mesi che ce l'ho ho scattato solo due rullini. Un 35 mm e un 120. Il 120 è quello che ho mandato in stampa, tutte foto fatte con l'occhio di pesce. E un altro è caricato da Aprile, ma ancora mi mancano 4 scatti. Ed è un 120 quindi in totale sono 12 gli scatti...eppure non li riesco a finire. Un po' perché è una macchina veramente poco luminosa e dato che è totalmente meccanica, senza esposimetro, be', servono giornate di sole pieno, cosa che è stata rara negli ultimi mesi.
Ora poi, con la nuova arrivata sarà ancora più difficile. Una Pentax ME Super con il seguente corredo:
obiettivo 50 mm
obiettivo 28 (grandangolo)
obiettivo 135 (tele)
cavalletto portatile allungabile
flash (di cui non ho capito l'uso)
Tutto questo per gentile concessione del mio zio che non ringrazierò mai abbastanza e che forse non ha capito quanto mi abbia fatta felice (tanto tanto tanto!!).
inoltre tra gli accessori della Diana (ho diversi obiettivi oltre all'occhio di pesce) ho raccattato il cavo di scatto remoto (anche se, anche su questo ho dei dubbi in merito all'utilizzo) così da poter fare lunghe esposizioni insieme al cavalletto.
e mi sono fatta fare dall'ottico da cui porto i rullini a sviluppare un filtro macro (non so se +5 o +6 diottrie, è un po' confusionario lui e secondo me ha scambiato le due lenti, però poco male, l'ho provato e ingrandisce tanto) da mettere sul 50 mm.
Insomma ho un bel po' di materiale per sperimentare!
L'altro giorno avevo appena finito un bianco e nero Ilford 125 Iso quando, nel riavvolgere la pellicola, mi rendo conto che l'avevo messa male. Probabilmente non ho fatto nemmeno una delle foto che credevo di aver fatto. Che palle.
Che c'entra, posso rifarle (erano quasi tutte di Firenze che, fino a prova contraria è dove vivo, quindi un soggetto a facile portata di mano), però uffa!
Insomma periodo di attesa (e non solo per cose fotografiche).
Della serie chi vivrà vedrà!

domenica 2 giugno 2013

Sunny day

Ultimamente dormo poco. Due, forse tre ore a notte da qualche giorno a questa parte. E adesso non ho sonno. Bah, sono strana.
Comunque.
Ieri e oggi c'è stato il sole! Il SOLE, mica quello timido, che ti scaldo ma forse no, no, quello vero, caldo, che illumina tutto e tutti. Certo, proprio nel finesettimana eh...lo so, la maggiorparte della gente ne è stata sicuramente felice. Ed è proprio questo il punto: luoghi stupendi che si riempiono di persone.
Non sono così antisociale, è solo che mi piace godermi i miei posticini. Che so, senza vecchini che un c'è verso di superarli da quanto vanno piano stando ni mezzo, senza bambini che rischiano di asfaltarti mentre corrono - poverini loro, mesi che non giocano all'aperto, capiamoli - senza tutti questi cani che corrono a destra e a manca.
Comunque due splendide giornate. In quanto a tempo perlomeno.
In realtà due belle giornate e basta, giusto un po' d'ombre al pranzo di oggi, ma ormai ai pranzi di famiglia è routine.
Ieri sera sagra del cinghiale a Rignano e cavoli se è buono! Le penne e l'umido hanno vinto a mio parere, ma anche tagliatelle e brace hanno preteso spazio nel pancino (che alla fine scoppiava. ma potevo dire di no a panna e fragole? Decisamente no. Erano settimane che le volevo!).
E poi orrorifica partita a pingeponge, perché io so giocare (ahahaha!).
E altri due libri che non so dove metterò perché decisamente non c'è più spazio in camera, ma erano in offerta e li volevo entrambi da un po'...
E poi una pentax, tre obiettivi, un flash e un cavalletto.
Da orgasmo.
Avrei anche un paio di cose da dire sull'orgasmo, ma forse non rientrerebbe nel buon costume e dato che ultimamente sto dietro a regolamenti e bandi che sottolineano quanto esso sia importante lascerò perdere.
Questo mi ricorda che ho qualcosa da fare.
Oltre a studiare.
Oltre a comprare rullini. (Hanno chiuso la FNAC!)
Oltre a leggere libri.
Oltre a controllare i film che sono al cinema, compulsivamente (lo so che rimangono gli stessi da un'ora all'altra. Ma controllo lo stesso.)
Oltre a sperare che il meteo si sbagli, che domani ci sia il sole come oggi.


giovedì 28 marzo 2013

Stibbert

Per la serie perle e giardini di Firenze ecco a voi lo Stibbert!
Proprio dietro la sede di Ingegneria dell'Unifi (Santa Marta) questo giardino è uno dei miei preferiti (ne ho diversi in effetti..). Lascerò parlare le foto, questa volta ne metto anche qualcuna digitale di una vecchia passeggiata in autunno.














 











mercoledì 27 marzo 2013

Giardino delle rose

Il giardino delle rose è un giardino di Firenze da cui si può accedere da Piazzale Michelangelo o dalla zona di San Frediano. E' uno dei pochi parchi gratuiti per residenti e non ed è molto bello. L'ho scoperto l'anno scorso e non sono riuscita ad andarci prima di questo mese. Sfruttando una bella giornata di sole mi sono incamminata. Da casa mia è una bella passeggiata, costeggio l'Arno dalle Cascine a Ponte Vecchio per poi andare verso San Frediano e salire. Ovviamente ora le rose sono potate, ma il giardino non perde il suo fascino, sicuramente ineguagliabile nel mese di maggio, in cui dovrò tornarci. La vista di Firenze dall'alto è splendida e non ha nulla da invidiare al Piazzale stesso. Inoltre nel giardino sono presenti svariate opere di Folon che insieme alla parte giapponese del giardino contribuiscono a rendere questo posto unico. Inoltre pare che sia poco frequentato (o sono stata fortunata io?) cosa che ovviamente me lo fa piacere ancora di più!


Una delle opere di Folon

***

Puoi viaggiare anche senza andare lontano. la tua valigia sarà la tua mente, le tue mete incognite da scoprire giorno per giorno. essere viaggiatori non è essere turisti, tutto ciò di cui hai bisogno è curiosità. essere viaggiatori è un modo di essere.





Visione della parte del giardino dedicata al Giappone







 Di questa foto in particolare sono molto soddisfatta, perché il fuoco è esattamente come lo avevo pensato!!