Nulla ti riempe l'animo, il corpo, come la musica.
Vibri con le vibrazioni nell'aria. Abbandoni il corpo a questo movimento che senti, non vedi, che è dentro di te, che è attorno a te.
Il suono caldo di un basso.
Avvolto nella dolcezza di quel sound ti senti al sicuro.
Sei coinvolto, anche tu parte di qualcosa, e ti senti protagonista, anche se non lo sei.
Attorno persone, tanta indifferenza.
L'appuntamento di una giovane coppia - sarà il primo? sarà l'ultimo?. Non si parlano. Non si guardano. Hanno preso un te. Le tazze, mezze vuote, bianche. Entrambi chini sul rispettivo smartphone si chiudono in un altro mondo, si lasciano vivere, ignari di quello che stanno perdendo. Magari hanno fatto una foto del concerto e la stanno condividendo. O forse lei è in chat con un'amica, raccontandole quanto lui sia stato gentile a portarla in quel posto con la musica dal vivo - tanti pezzi famosi rivisitati, sai? poi a me il rock non piace tanto, ma insomma, è piuttosto scenico, no? - a pagare una decina di euro per dell'acqua calda con un aroma di limone, che sì, è una follia, ma dopotutto siamo in vacanza, no?
E magari lui si sta organizzando gli appuntamenti della prossima settimana, guardando i risultati della partita che non ha visto, cercando quel concerto a cui andare con gli amici.
Qualsiasi cosa stessero facendo non erano insieme in quel momento. Vicini erano vicini, per carità, uno di fronte all'altro seduti su comodi divanetti di pelle - qui solo se mangiate - ma dove erano davvero?
Tutto questo per la serie mi faccio poche seghe mentali.
E poi la luce che si specchia nell'acqua, la bellezza di questa città.
Finalmente non fa freddo.
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