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martedì 4 giugno 2013

Finalmente non fa freddo

Nulla ti riempe l'animo, il corpo, come la musica.
Vibri con le vibrazioni nell'aria. Abbandoni il corpo a questo movimento che senti, non vedi, che è dentro di te, che è attorno a te.
Il suono caldo di un basso.
Avvolto nella dolcezza di quel sound ti senti al sicuro.
Sei coinvolto, anche tu parte di qualcosa, e ti senti protagonista, anche se non lo sei.
Attorno persone, tanta indifferenza.
L'appuntamento di una giovane coppia - sarà il primo? sarà l'ultimo?. Non si parlano. Non si guardano. Hanno preso un te. Le tazze, mezze vuote, bianche. Entrambi chini sul rispettivo smartphone si chiudono in un altro mondo, si lasciano vivere, ignari di quello che stanno perdendo. Magari hanno fatto una foto del concerto e la stanno condividendo. O forse lei è in chat con un'amica, raccontandole quanto lui sia stato gentile a portarla in quel posto con la musica dal vivo - tanti pezzi famosi rivisitati, sai? poi a me il rock non piace tanto, ma insomma, è piuttosto scenico, no? - a pagare una decina di euro per dell'acqua calda con un aroma di limone, che sì, è una follia, ma dopotutto siamo in vacanza, no?
E magari lui si sta organizzando gli appuntamenti della prossima settimana, guardando i risultati della partita che non ha visto, cercando quel concerto a cui andare con gli amici.
Qualsiasi cosa stessero facendo non erano insieme in quel momento. Vicini erano vicini, per carità, uno di fronte all'altro seduti su comodi divanetti di pelle - qui solo se mangiate - ma dove erano davvero?

Tutto questo per la serie mi faccio poche seghe mentali.

E poi la luce che si specchia nell'acqua, la bellezza di questa città.
Finalmente non fa freddo. 

venerdì 29 marzo 2013

Il lato positivo

L'altro giorno avevo voglia di andare al cinema.
E' infatti molto difficile che io veda film a casa, in parte perché non ho la televisione in camera (sorpresi, eh!) e non amo vederli seduta alla scrivania. Per me il film a casa è da vedere su una bella tv stravaccata su un comodo divano. E dato che in camera mi manca anche il divano, amen, quando ho voglia di film penso al cinema. Ci sarebbe il salotto, ma quello è il regno di mia mamma. Non che sia scritto da qualche parte, ma è così da anni. E poi per come sono sistemati i mobili stare sul divano stravaccati a vedere un film è pressoché impossibile. Senza considerare il senso di soffocamento che mi viene appena mi ci metto, perché è posto sotto un letto a soppalco. Della serie "mai contenta".
Comunque.
Amo il cinema.
A volte solo per andarci vedo delle stronzate micidiali.
Mi piacciono i cinema piccoli, sale quasi vuote. Questo ovviamente presuppone non andare i primi giorni in cui un film esce. E magari vedere film un po' più di nicchia. Ma quando la voglia di cinema è troppo forte vado comunque, anche se ci sono dei limiti (non mi vedrete MAI a vedere un cinepanettone. Se mi ci vedrete aiuto, sarò impazzita. O sarà successo qualcosa di molto grave).
Comunque.
Scorro i film disponibili su My Movies e ne trovo qualcuno che potrebbe essere decente, nulla di più.
Scelgo "Il lato positivo".
E scopro che non è decente. E' veramente bello. Quando definisco un film con il banale aggettivo "bello" voglio dire che mi ha emozionata, e questo film lo ha fatto davvero. L'amore, la follia. Ovvero quelle emozioni che rendono la vita degna di essere vissuta. Che poi cosa è la vita se non amore e cosa è l'amore se non follia?
E poi è risaputo.
Siamo un po' tutti pazzi, a modo nostro.
Solo che alcuni lo vedono come un pregio, altri non ne riescono a capire la bellezza.

mercoledì 23 gennaio 2013

In una serata di pioggia

In una serata di pioggia le lacrime si mescolano con le gocce d'acqua, al buio, e diventano indistinguibili. Solo il rossore degli occhi è testimone imbarazzato di ciò che è stato.
In una serata di pioggia incontri fugaci, sorrisi sfuggenti e gente che corre con libri sotto al cappotto.
In una serata di pioggia sono senza ombrello, o meglio, è nello zaino e ci resta. Ci resta perché non voglio l'ombrello, voglio sentire questa pioggia fluire, il suo ticchettio sugli ombrelli altrui.
In una serata di pioggia una persona gentile ti offre posto sotto al suo ombrello e una conversazione parte dal tempo e arriva a toccare le vite private. Confidenze alla fermata dell'autobus, un bacio sulla guancia come saluto. Grazie dell'ombrello, grazie della compagnia. Sono quegli addii, perché tali sono, senza amarezza nella piena consapevolezza di aver condiviso un bel momento, qualcosa che ti cambia la giornata e ti dà speranza per la vita. Sono le piccole cose.
E così una serata di pioggia diventa una serata da ricordare.