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martedì 16 aprile 2013

Castelli di carta

A volte i sogni, come castelli di carta di cui si è così orgogliosi, basta un soffio di vento e cadono rovinosamente a terra.
Non si ricomporranno mai più.
Lasciano un vuoto colmo di macerie, cadaveri di illusioni sull'arduo sentiero chiamato vita.
Ma sognare è così bello, e sognare l'amore vero, quello eterno, platonico e passionale allo stesso tempo, è umano.
Poi c'è la realtà.
E a volte i conti non tornano.
A volte rimangono solo sguardi di tenerezza e di affetto e l'amore -puff- non c'è più, svanito.
Dove sia andato non è dato sapere.
Che sia come l'energia, che non si crea nè si distrugge, che cambia solo forma riversandosi da un corpo all'altro?
Non lo so.
Quando un amore finisce hai perso qualcosa, ma nel perderla hai anche donato e acquisito altro.
Una sorta di scambio c'è sempre.
Magari è più favorevole in un verso piuttosto che un altro, un po' come le reazioni chimiche.
Magari un amore è termodinamicamente possibile, ma cineticamente no e ci vorrebbero dei catalizzatori e magari non sono disponibili o semplicemente non esistono.
Ma è davvero possibile razionalizzare l'amore?
Non credo.
A un certo punto uno si ritiene innamorato, ad un altro si accorge che non è più così.
A quel punto le cause passano in secondo piano, non sono più recuperabili.
Le priorità cambiano.
E presto o tardi ci si innamora di nuovo, della vita, di sè stessi, di un'altra persona che incontriamo sul nostro cammino.


venerdì 5 aprile 2013

In un giorno di pioggia andando in bici non ho preso l'acqua

Voglio il sole.
Seriamente, di questa pioggia, di questo grigiore, di questa noia ne ho abbastanza.
Ho bisogno della luce, dell'energia.
Di vivere.
Di amare.
Di essere amata.
A volte essere felici sembra impossibile.



Forse la felicità è quel volo che non potrai mai fare.
Foto scattata alla scorsa festa medievale a Monteriggioni, dopo numerosi tentativi, con enorme soddisfazione anche se in digitale (l'amore per la pellicola è qualcosa di unico. almeno, per ora non mi sono stancata, e non è da me. Forse almeno un amore durerà.)
E sì, il titolo è così.

venerdì 29 marzo 2013

Il lato positivo

L'altro giorno avevo voglia di andare al cinema.
E' infatti molto difficile che io veda film a casa, in parte perché non ho la televisione in camera (sorpresi, eh!) e non amo vederli seduta alla scrivania. Per me il film a casa è da vedere su una bella tv stravaccata su un comodo divano. E dato che in camera mi manca anche il divano, amen, quando ho voglia di film penso al cinema. Ci sarebbe il salotto, ma quello è il regno di mia mamma. Non che sia scritto da qualche parte, ma è così da anni. E poi per come sono sistemati i mobili stare sul divano stravaccati a vedere un film è pressoché impossibile. Senza considerare il senso di soffocamento che mi viene appena mi ci metto, perché è posto sotto un letto a soppalco. Della serie "mai contenta".
Comunque.
Amo il cinema.
A volte solo per andarci vedo delle stronzate micidiali.
Mi piacciono i cinema piccoli, sale quasi vuote. Questo ovviamente presuppone non andare i primi giorni in cui un film esce. E magari vedere film un po' più di nicchia. Ma quando la voglia di cinema è troppo forte vado comunque, anche se ci sono dei limiti (non mi vedrete MAI a vedere un cinepanettone. Se mi ci vedrete aiuto, sarò impazzita. O sarà successo qualcosa di molto grave).
Comunque.
Scorro i film disponibili su My Movies e ne trovo qualcuno che potrebbe essere decente, nulla di più.
Scelgo "Il lato positivo".
E scopro che non è decente. E' veramente bello. Quando definisco un film con il banale aggettivo "bello" voglio dire che mi ha emozionata, e questo film lo ha fatto davvero. L'amore, la follia. Ovvero quelle emozioni che rendono la vita degna di essere vissuta. Che poi cosa è la vita se non amore e cosa è l'amore se non follia?
E poi è risaputo.
Siamo un po' tutti pazzi, a modo nostro.
Solo che alcuni lo vedono come un pregio, altri non ne riescono a capire la bellezza.