domenica 23 giugno 2013

Roma

Qualche tempo fa sono andata un finesettimana a Roma con degli amici.
Inizio con i gabbiani. La città ne era piena - sembravano i padroni - ed erano enormi! Mi ricordo ancora di uno ai Fori, in una zona dove solitamente ci sono gatti. Non c'era l'ombra di un micio e questo gabbiano sembrava una sentinella che controllava la zona. Quello delle foto è un altro, non ricordo se a castel Sant'Angelo o altrove.

A occhi chiusi...
E a occhi aperti! Rossi...come il sangue O.o



venerdì 21 giugno 2013

120 RedScale

Questo rullino l'ho scattato circa sei mesi fa. E sono riuscita a vedere i risultati solo ora. Nulla di che in realtà. Mi aspettavo qualcosa di molto più  magico dal mondo della sperimentazione analogica, ma probabilmente ci vuole una certa dimestichezza (e un cavalletto) per avere risultati decenti. All'epoca non avevo alcuna esperienza e di certo non giravo col cavalletto - di fatto non lo faccio nemmeno ora.
Ma veniamo alle foto.
Location: Villa Bardini. Uno dei più bei giardini di Firenze, ingresso gratuito per residenti, ridotto per studenti, se siete solo turisti amen, cazzi vostri.
Ah, non so come siano in realtà le foto. Cercavo le tonalità azzurroverdi più che quelle rossicce e quindi ho usato sempre tempi molto lunghi (e infatti alcune sono tremendamente mosse, cosa che, messo anche il fisheye, rende qualcuno di questi scatti un po' nauseanti). Insomma le ho fatte stampare e non me le hanno stampate tutte e quelle che mi hanno stampato hanno tutte tonalità rossastre tranne una. Scannerizzando da me i negativi invece vengono tutte su toni azzurrini. Bah. Metto entrambe le versioni.

Questa non si sa perché in laboratorio non me l'hanno stampata. Peccato, mi piace un sacco! e purtroppo con lo scanner perdo dettagli nel 120 =(  











Solstizio d'estate

Potrei studiare.
Potrei leggere.
Potrei dormire.
Potrei cucinare.
Potrei vedere un film.
Potrei uscire.
Potrei andare a comprare la cera con il buono che mi hanno dato a Marionnaud.
Ma non ho voglia nè di studiare, nè di leggere, nè di dormire. Cucinare è un'idea, magari tra un po'...Vedere un film implica stare in salotto, più caldo della camera, uscire adesso significa bollire.
Quindi parlerò un po' a vanvera sul blog.
Oggi è il 21 giugno.
Ovvero il solstizio d'estate. Il mio libro di Scienze del Cielo e della Terra della terza liceo definisce Solstizio l'istante in cui il Sole vero, nel suo moto lungo l'eclittica, raggiunge la massima o la minima declinazione. Nel caso del solstizio d'estate si tratta della massima declinazione. La declinazione del Sole altro non è che la distanza angolare del centro del Sole dal piano equatoriale, positiva se il Sole si trova nell'emisfero nord, negativa nel caso contrario. Pare che in terza liceo sapessi per bene questa roba e mi piacesse anche tanto. Ma tanto, eh! Eppure mi ricordo una cippa. Che rabbia. Comunque nel solstizio d'estate il semiasse nord della Terra è rivolto verso il Sole e forma coi raggi solari un angolo di 66° 33', l'angolo minimo durante l'anno. In questa posizione il Sole ha una declinazione di 23° 27' e i suoi raggi sono allo zenit a mezzogiorno alla latitudine di 23°27' N, sul parallelo detto Tropico del Cancro. Il dì ha la massima durata nell'emisfero nord ed entro il Circolo Polare Artico il Sole resta sopra l'orizzonte per tutto il giorno.
Nel caso qualcuno se lo stesse domandando ovviamente.
Ma astronomia a parte son quelle cose che affascinano. E quest'anno abbiamo anche quasi la luna piena (per esattezza sarà il 23 giugno). E sarà pure gigante, causa il raggiungimento del perigeo (perì : vicino, geo: terra; questo il massimo di greco che mi è rimasto). Insomma, figo. Adoro queste cose. Anche se insomma, la Luna è sempre lì, è sempre romantica e affascinante. Ci ho fatto caso l'altro giorno. Era di uno splendido colore dorato, il sole non era ancora tramontato, e lei se ne stava lì, come un'enorme fetta di formaggio. Era mozzafiato, valeva la pena soffermarcisi un po'. Oppure qualche tempofa. C'era luna piena, ero in centro, stava tramontando. Ero in piazza della Repubblica. E la luna si stagliava nel cielo limpido, incorniciata tra le case di via del Corso. Purtroppo non avevo nessun tipo di macchina fotografica per provare a catturare la magia di quell'istante. Poco male, me lo sono goduta e quell'immagine si è fissata ben bene nella mia mente. Sapessi disegnare...eh! 
Insomma, che l'inizio di questa estate sia meraviglioso e che lo siano anche i mesi a seguire!

giovedì 20 giugno 2013

Ninfee

Nell'ultimo rullino ho fatto ben due foto alle ninfee, in posti diversi.
Non me lo ricordavo.
Le ninfee sono fiori che mi hanno sempre colpita, così carini, dolci nella loro geometria.
Trovarli al giardino delle Rose è un conto, con tanto di ranocchio che non ha voluto farsi vedere ma in compenso ha fatto un baccano incredibile, trovarli nel laghetto sudicio sotto ai laboratori mi ha illuminato un paio di giornate. Entravo a laboratorio ed erano aperte, uscivo ed erano chiuse. Le foto non sono un granché ma ho deciso di pubblicarle lo stesso perché questi fiorellini mi hanno regalato più di un sorriso, e quindi se lo meritano.

Questa è quella del giardino delle Rose

Questo è invece il laghetto sotto al laboratorio. Di questa foto proprio non mi piace la composizione, avrei voluto un primo piano delle tre ninfee centrale, ma non avevo dietro il tele. Purtroppo girare con tutto il corredo è scomodo, sopratutto se poi hai da andare a laboratorio e dovresti lasciare tutto incustodito. Vabbe'..il risultato che avrei voluto è più o meno quello che ho ottenuto ritagliando la foto, ma con maggiore definizione.



 

mercoledì 19 giugno 2013

Rose

Seconda parte @ Giardino delle Rose. 
Questa volta in rosa.
E a furia di ripetere la parola "rosa" m'è tornato in mente un libro, "Rose da mangiare". Me lo ricordavo pure male, il titolo, pensavo fosse "Una rosa per Rose". 
E invece no. 
Però questa frase è scritta sul retro della copertina, quindi per averlo letto anni e anni fa non è andata male. 
E l'ho pure trovato subito nella libreria. All'epoca avevo rimesso a posto la stanza. Da cima a fondo. Organizzando la libreria per temi, quindi per autori (o per titoli, dovrei controllare). Con gli anni è tornato il casino, ma quei libri ormai letti sono rimasti dove li avevo messi, in ordine, se non fosse per quelli che ho via via aggiunto a casaccio, dove c'era posto.
Insomma, questo libro è un libro da tredicenni, capiamoci, non sto certo parlando di alta letteratura, scritti impegnati o analisi sociologiche. E' scritto a caratteri cubitali, nel caso tu abbia bisogno di fondi di bottiglia come occhiali. Io sono ipermetrope, ma vabbe', lo lessi lo stesso. Non ricordo se e quanto mi piacque e non lo rileggerò per renderlo noto (non perché penso di essere troppo in là con l'età per farlo, potrebbe essere divertente, ma è scritto davvero troppo grande. L'estetica ha il suo perché).
Ma ricordo la presenza di ricette al suo interno. Magari a quelle ci ridò un occhio.


Un bocciolo in fiore, al centro della foto, circondato da rose già sbocciate, da boccioli completamente chiusi.
Mi piace il contrasto tra il verde e il rosa, i colori brillanti.


Qui i colori sono invece molto più tenui, in parte perché effettivamente queste rose erano più tenui rispetto a quelle di sopra, quasi fucsia, in parte perché questa foto l'ho scattata dopo, in condizioni meteo diverse.


lunedì 17 giugno 2013

L'innocenza del bianco

Il giardino delle rose.
Non lo avevo mai ancora visto fiorito.
E' uno spettacolo. A patto di adorare due "f", ovvero fiori e Firenze (stavate già pensando male, eh?).
E' un piccolo angolo di paradiso, con i suoi posticini segreti.
Così, approfittando di una delle poche giornate di sole qualche tempo fa ci ho fatto un salto, macchina fotografica appresso.
Era pieno di gente. Sdraiata sul prato, a chiacchierare sulle panchine. Chi legge, chi disegna, chi, semplicemente, si gode l'aria fresca e il tepore del sole.
Chi, come me, fa foto.
Prima trance, tutto in bianco.


Adoro.
La mia preferita della serie, senza dubbio. I fiori sono stupendi, merito della natura,  colpiscono l'occhio perché a fuoco pieno solo loro, ben illuminati. E mi piace la composizione, il decentramento del soggetto. Non so cosa stessi pensando quando ho scattato, difficilmente ricordo il momento dello scatto, ma a quanto pare ha funzionato. Quantomeno per me!!!

Non è vero che è tutto in bianco. Qui c'è un po' di rosina, tenue tenue.
Forse sono tutte foto molto banali e basta e l'unica cosa che le salva è l'intrinseca bellezza dei soggetti, ma anche in questo caso mi piace la luce, come essa attraversa i petali. 

Trovo questa foto un po' buffa.
Le due rose sembrano due soggetti, uno che guarda in una direzione, l'altro in un'altra.
Uno guarda vicino le foglie che gli stanno davanti; l'altro si protende verso l'orizzonte, scrutando la vita non sua della casa di fronte.


domenica 16 giugno 2013

22 anni

Oggi è il mio compleanno.
22 anni, mica seghe.
Che poi a pensarci piglia un po' male.
Perché, a dirla tutta, negli ultimi anni non è che abbia compicciato chissà cosa. L'università va a rilento. Il resto più o meno bene, sono cambiata sotto tanti aspetti e ho scoperto cose importanti di me. Ma tant'è.
Non c'è poi molto da dire, sono sotto esame e quindi non ho particolarmente voglia di festeggiare. O meglio, c'avrei anche voglia, il problema è che il mio festeggiare quest'anno vorrebbe essere un picnic o una giornata al mare (o magari un picnic al mare) ma chi lo trova il tempo? Siamo tutti in sessione, quindi bona.
Comunque festeggiarsi è sempre (?) bene e dato che i regali li avevo praticamente già tutti ricevuti (e i dindini dalla famiglia, con cui ho preso lo scanner, e un paio di magliette e un magnifico foulard dalla mamma) ho pensato bene, dato che fa poco caldo, di comprare gli ingredienti per una torta semplice semplice ma tanto buona. Così da festeggiare e il mio compleanno e i 25 anni di lavoro di mamma.
L'unico problema è che di questa torta ho trovato la ricetta per una tortiera troppo grande per stare nel mio fornetto elettrico (quello della cucina è fuori uso da anni, ormai adibito a mobilio) e dato che non so se sono capace ad adattare le ricette ho lasciato intatte le varie quantità.
La prima volta che l'ho fatta s'è dorata all'esterno, cruda nella parte centrale.
La seconda volta pure.
La terza l'ho fatta con metà dose ed è venuta perfetta, niente increspature nel centro, però molto più bassa (il bello di questa torta è che viene altissima!).
Poi l'ho fatta al cioccolato per portarla ad una festa e ho scoperto che col cacao perde in morbidezza (da aggiungere un po' di burro forse?) anche se questa volta si era cotta decentemente (ma si era spaccata comunque nel centro).
L'ho rifatta a metà dose al cacao per una cena tra amici pensando di andare sul sicuro e invece no, si è spaccata anche questa volta, sebbene sia riuscita a cuocerla bene.
Questa volta ho deciso di andare sul dosaggio classico e di diminuire la temperatura del forno aumentando il tempo di cottura. Alla fine l'ho cotta per un'ora a una temperatura media di 140°. Ed è venuta perfetta, dorata in superficie e cotta bene dentro.

La ricetta l'ho presa da qui


Lascio anche una foto, a mio avviso un po' malinconica, recuperata tra quelle del rullino sfortunato e che, una volta ritoccata qua e là, ha un suo perché. L'unico neo è che non ricordo assolutamente dove l'ho scattata, forse all'orto botanico?