giovedì 23 maggio 2013

Il grande Gatsby

Vestiti anni 30, manhattan, sigarette.
Ci caliamo in un'altra epoca, come in Midnight in Paris, ma questa volta non è un film, siamo noi, siamo veri.
Sorrido uscendo di casa e i vicini mi guardano in modo diverso dal solito - si rivedono forse giovani, anche loro alle prese con fili di perle, giacche e cravatte?
Ha smesso di piovere.
Sul motorino la gonna svolazza, le mie gambe, nude, accarezzate dal vento.
Il film regala emozioni.
Piangiamo in diversi in sala, lacrime silenziose che solcano il viso cadendo a terra, bagnando i vestiti.
Un fazzoletto di stoffa.
Il sogno e la realtà; la visione e il concreto; la maschera, la volontà di diventare qualcuno di diverso, di far succedere quello che è disegnato nella mente. E lo scontro con la realtà, con l' indifferenza delle persone tutte, anche di quelle in cui era sembrato di vedere una luce speciale.
Mi è venuta una gran voglia di leggere Fitzgerald.

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