sabato 19 gennaio 2013

Odeon --> Memento

L'Odeon è uno dei cinema di Firenze.
Come posto è molto bello a mio avviso, probabilmente nasce come teatro, non saprei.
E' una delle chicche culturali che la nostra città offre, in quanto mantiene vigile l'attenzione sul cinema in un'ottica molto diversa da quella delle comuni sale cinematografiche.
Forse un posto un po' radical-chic, ma insomma io ci vado con lo zaino in spalla pieno di libri di chimica, non mi sento così calata in quel ruolo.
Rimane comunque uno dei miei cinema preferiti perché bello esteticamente e molto lontano dai multisala a cui siamo ormai abituati (parla una che sta a 10 minuti di macchina dal quello che era il Warner Village). Per me cambia molto andare in un multisala o andare in un posto come l'Odeon o una casa del popolo che ha anche il cinema. L'atmosfera che respiro è diversa e quella dei cinema "vecchi" mi è più congeniale perché mi sembra più "casalinga", più intima e meno frenetica. Il multisala spesso è comodo, costa di meno, ma non ha la stessa magia (e la stessa programmazione) dei cinema più piccoli. Il multisala è figlio della cultura degli ultimi venti anni, ti istiga alla commercializzazione, al prendi di più e paga di meno e spesso ha luci simil-discoteca veramente poco azzeccate. Il cinema è divertimento ma è anche cultura e la cultura non può essere associata a frenesia o al paghi due prendi tre.
Un buon film è un film che ti fa pensare, qualunque sia l'argomento di cui tratta e il modo in cui lo fa. E quindi è indipendente il posto in cui lo vai a vedere. Ma questo è vero fino a un certo punto, perché il multisala è appunto l'antitesi, almeno secondo me, dell'assaporare un film. Poi certo esiste lo spirito critico per cui io per prima se mi conviene vado in un multisala (ebbene sì, non sono dura e pura), però ecco sono profondamente convinta che i punti esaminati sopra cerchino di portarti a un'assimilazione passiva e non attiva dei contenuti.
In alcuni martedì dell'anno passato e di quello da poco cominciato viene data la possibilità a chiunque (non bisogna avere nessun requisito: età, tessere...) di vedere film selezionati a gratis. Ritengo che questa sia una grandissima opportunità sia per vedere film che magari altrimenti non vedremmo sia per rivedere qualche pellicola che ci ha emozionati in passato.
Ricordo ancora la sera che proiettarono Blade Runner: arrivai verso le otto (la proiezione comincia alle 8.30) e c'era una coda infinita tanto che non riuscii a entrare. Peccato, pur essendo un film che avevo già visto mi sarebbe piaciuto viverlo al cinema. D'altro canto mi ha fatto piacere vedere questa grande partecipazione all'evento.
La scorsa settimana invece sono andata a vedere (ri-vedere in realtà) Memento, altro film molto interessante e che dà da pensare. Arrivando alla stessa ora se non qualche minuto più tardi della volta precedente sono riuscita a entrare, ma la sala era comunque piena (posti in alto e in fondo, menomale ho 11/10 di vista!).
Tutti i film della rassegna " Martedì al cinema" promossa dalla Strozzina sono in lingua originale e con sottotitoli in italiano, cosa che, almeno a me, non disturba per niente. Anzi apprezzo il fatto che stando così le cose si dà la possibilità anche a persone straniere di vivere il cinema (e spesso all'Odeon sono proiettati film, anche quelli appena usciti, in lingua originale).

Ma parliamo di Memento.

E' un film decisamente intrippante, in cui inizialmente capisci poco. Si basa tutto su flashback, spesso ripetuti con aggiunte di dettagli che cambiano nettamente il senso della storia. Non starò a narrare la trama perché:

*  non credo di essere brava a farlo
*  hanno girato il film, se volete saperla guardatevelo

Dirò però le mie impressioni e conclusioni a riguardo. Partendo dal fatto che in linea generale adoro i film con trama non del tutto chiara e che per certi versi lasciano un po' allo spettatore l'interpretazione finale credo che i temi principali di questo siano:

*  la memoria è fallace (senza doppi sensi)
*  non ci sono buoni

Partiamo dal primo tema, quello portante (basti vedere il titolo). La memoria è fallace ovvero non è capace di riportare con fedeltà né le emozioni né i fatti, i cui contorni tendono a essere sbiaditi, rimossi e cambiati col passare del tempo. Questo è un qualcosa che è noto a tutti noi (spero). Il film estremizza questa condizione comune rappresentando un protagonista non più in grado di assimilare nuovi ricordi per tempi maggiori di due minuti. Puff, ogni volta pagina bianca. Quindi lui sa chi era, conosce il suo passato, ma non sa chi è stato negli anni successivi all'incidente che gli ha causato questo trauma e non gli sono quindi note le azioni compiute negli ultimi anni. Mi verrebbe da pensare: perché vivere in questa condizione in cui rischi davvero di perdere il lume della ragione? Non sapere i proprio pensieri, non ricordare le proprie azioni e reazioni è, solo a pensarci, destabilizzante. Ma lui ha un buon motivo per restare in vita: vendicare la moglie. E' questa la sua unica ragione di vita, che scopriamo alla fine NO, non lo svelo....

Secondo tema: i buoni non esistono. Lui per primo si racconta un sacco di frottole e i compagni di scena (e con scena intendo anche quella narrata, perché in questo film ogni personaggio ne interpreta diversi di personaggi, è una recita nella recita) fanno lo stesso. Il protagonista sembra la vittima, incapace di ricordare e quindi parzialmente non responsabile delle azioni che compie. In realtà non è così e credo che questa sia una sorta di denuncia nei confronti di chi giustifica le proprie azioni con spettri del passato. Dopotutto lui sceglie di vendicare la moglie, nessuno glielo ordina. Ma nel farlo cade in una serie di trappole dovute agli interessi personali di altri personaggi, uno dei quali inizialmente voleva davvero aiutarlo ma che alla fine non riesce a non cedere alla tentazione di usarlo, seppur, paradossalmente, per fare giustizia. Ritengo questo ultimo punto cruciale perché ammette che l'uomo è un essere egoista che troppo spesso mette da parte la giustizia per l'interesse personale. Inoltre in questo ultimo caso dove è la linea che distingue il bene dal male? Il secondo personaggio di cui ho parlato sfrutta sì il protagonista facendogli compiere azioni illegali e cruente, ma lo fa per togliere dalla piazza un paio di brutti ceffi. E allora fa bene o fa male? Il fine giustifica i mezzi? Nella mia ottica no, però mi piace che si sia messo l'accento su questo punto.

Apprezzato molto il colpo di scena finale in cui si scopre come realmente sono andate le cose, o almeno questo viene fatto intuire.


L'Odeon si trova a Firenze, in Piazza Strozzi.



2 commenti:

  1. Ma non era un altro il tuo blog? (nn ti stalkero... cercavo il tuo indirizzo email su fb e ho visto il link)

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    1. Verissimo!! Non so più nemmeno quanti ne ho aperti di blog...se noti infatti questo è nuovo di pacca: fatto oggi. Vediamo se regge. Ogni tanto mi torna voglia di scrivere, ma non mi riconosco più nei vecchi post (e comunque non mi ricordo le credenziali di accesso: yeah!)

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