mercoledì 23 gennaio 2013

Kandinsky

Il 3 gennaio di questo anno ancora nuovo è stata una splendida giornata di sole. Avevo passato il giorno prima in crisi, chiusa in un silenzio post esame bocciato, triste. Mi ero dimenticata che avrei dovuto ricominciare le lezioni di canto. E così ho deciso che il giorno dopo, insieme a mia mamma, sarei andata a Pisa a vedere la mostra di Kandinsky. Mai scelta fu più azzeccata. La giornata era perfetta, una delle poche giornate di sole che questo mese ci ha regalato. Mi sono portata dietro la Diana F+, regalo di Natale.
Ho dormito in treno.
Ho fatto due colazioni.
Ho pranzato con un pezzo di pizza in un posto piccolissimo e carinissimo, con un orologio e muro bellissimo che mi sono dimenticata di immortalare perchè la pizza era troppo buona.
Ho gironzolato a caso tra le vie di Pisa.
Mi sono seduta sui gradini del Battistero.
E ovviamente ho visto la mostra.
Partiamo dall'inizio: il Palazzo Blu. E' blu davvero! Bellissimo. Un palazzo blu, cosa chiedere di più? Ok, la smetto, ma secondo me è davvero bello. La mostra poi..io amo il Kandinsky astratto. Anche se sono profondamente ignorante e digiuna di storia dell'arte c'è qualcosa nelle sue tele che colpisce e smuove l'animo. Almeno il mio. Ed è questo che chiedo all'arte, in tutte le sue forme: di smuovere qualcosa, di farmi sentire viva in un modo diverso dalla routine di tutti i giorni, di farmi credere di avvicinarmi all'illuminazione prima di ricadere nel quotidiano oblio.












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